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Roma

Dal Supplex Libellus consegnato dal postulatore della Causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Giuseppina Arcucci padre Francesco M. Ricci, O. P., al vescovo di Ariano Irpino – Lacedonia, mons. Sergio Melillo, in data 21 gennaio 2021.

“Fama di santità 

La fama di santità, che già possedeva in vita Madre Giuseppina Arcucci, si diffuse e continua a diffondersi ogni giorno di più dopo la sua morte nel 1940. La Serva di Dio ha una moltitudine di devoti non solo in Italia, ma in varie nazioni, dove si è esteso l’Istituto da lei fondato. Il suo sviscerato amore per la Chiesa, l’educazione e l’evangelizzazione, la pastorale di fanciulli, giovani e adulti, l’attenzione per i poveri e gli ultimi a cui consacrò tutta la sua lunga vita, la sue numerose opere benefiche in molte città d’Italia, la sua illuminata fiducia nella Provvidenza, le sue virtù eroiche, suscitarono l’ammirazione di credenti e non credenti e attrassero molte giovani a far parte dell’Istituto da lei fondato. Oggi le sue figlie continuano l’opera della Serva di Dio, la cui fama di santità continua ad attrarre e a suscitare ammirazione tra i fedeli.

Fama signorum

Sin dalla morte della Serva di Dio si sono susseguite praticamente senza soluzione di continuità le visite alla sua tomba. A tal proposito, giungono alle sue consorelle molteplici attestazioni e testimonianze di gente che l’ha conosciuta tramite le sue figlie, articoli, pubblicazioni e ne ha apprezzato la sua testimonianza di vita, e ora trae beneficio dalla sua intercessione e hanno comunicato alla Postulazione diverse grazie ricevute […]

Attualità della Causa

Sono tanti i motivi che rendono auspicabile e pastoralmente attuale la Causa sulla vita, virtù, fama di santità e segni della Serva di Dio Giuseppina Arcucci. Essere riuscita a cercare e fare la volontà di Dio momento per momento, così come Egli ce la indica attraverso le mozioni dello Spirito Santo che parla nel nostro cuore e ad ascoltare questa voce che ci chiama, ci indirizza, ci guida; essere riuscita a far battere il suo cuore all’unisono con la Chiesa attraverso la voce dei Papi del suo tempo e i Vescovi che si sono succeduti nella sede vescovile di Ariano Irpino – Lacedonia; in ascolto della Chiesa del suo tempo è divenuta una vera “apostola di carità sociale” sentendo “l’urgenza della carità” verso gli ultimi e i bisognosi e donarla come eredità alle sue figlie e ai suoi tanti estimatori; il suo dinamismo di carità sarebbe in linea con il pontificato di Papa Francesco che nella Enciclica Fratelli tutti invita ad uno stile capace di accogliere, proteggere, promuovere, integrare, per poter costruire una Chiesa in uscita che presta attenzione ai bisogni del nostro tempo. La Serva di Dio Giuseppina Arcucci, facendo della sua vita un “cantico di carità”, può essere un esempio significativo e uno stimolo per le sue figlie e per tutti i credenti a vivere la carità come stile di vita per contemplare il volto di Cristo nel volto dell’uomo ed essere testimoni credibili nel nostro mondo.

Passi per l’introduzione della Causa

Subito dopo la morte della Serva di Dio si pensò di chiedere d’iniziare il processo per la beatificazione e la canonizzazione. Il 1949 fu pubblicata la prima biografia[2] scritta da Mons. Riccardo Capobianco che l’aveva conosciuta e che aveva collaborato con la Serva di Dio e Mons. D’Agostino. Nel 1959, nella rivista interna alla Congregazione[3], la Superiora generale invita a diffondere una nuova biografia[4] scritta dal sacerdote don Giovanni Cittadini e sollecita le suore che sono in possesso degli scritti della Serva di Dio a farli pervenire in Curia generalizia. Sollecita inoltre a pregare “per la sua glorificazione”. Il 1960, Mons. Gioacchino Pedicini, vescovo di Avellino ed emerito di Ariano, scrisse alla Madre generale Suor Lucia Filippini, che “…ebbi la grazia di assisterla nella sua agonia e il ricordo della sua santa morte è sempre vivo nella mia mente”…”prego il Signore che voglia presto glorificare la sua serva fedele”[5]. Il 1963 e il 1965, la Madre generale, Suor Lucia Filippini, chiede a padre Benedetto Lenzetti, postulatore generale emerito dell’Ordine dei Frati Predicatori, aiuto per introdurre la causa. Il Padre Lenzetti prepara due note di suggerimenti di cose da fare e scrive la prima preghiera di cui cura la stampa e per cui la Madre generale chiederà e otterrà l’imprimatur al Vicariato di Roma nel 1966. Nel 1972 la Madre Lucia Filippini in una circolare a tutte le suore della Congregazione, nel tentativo di ricostruire il profilo virtuoso di Madre Giuseppina Arcucci, chiese di stendere una relazione sui ricordi, parole e virtù della Madre fondatrice. Il 1975, con la partecipazione di cinque vescovi, del clero, di molte suore dello Spirito Santo delle varie case, i parenti della Serva di Dio, ed un numero stragrande di fedeli, la salma della Serva di Dio venne traslata dal cimitero alla chiesa di Sant’Anna. Nell’urna fu deposta una pergamena firmata dai Vescovi presenti e dalle autorità in cui si dava a Madre Giuseppina Arcucci il titolo di Serva di Dio.[6] Nel 1984 la Madre Isabella Chiechi chiese a padre Giuseppe Leo, postulatore generale dei Padri Rogazionisti, di aiutarla a introdurre la causa per la Serva di Dio Giuseppina Arcucci secondo le nuove norme. Il padre Leo preparò una nota delle cose da preparare per costituirsi Attori della causa e richiedere l’introduzione dell’Inchiesta diocesana.

Motivi del ritardo nell’introduzione della Causa

All’origine del lungo ritardo vi sono una pluralità di motivi validi: uno deve certamente essere letto alla luce delle vicende storiche successe dopo la sua morte. Lo descrive bene Mons. Riccardo Capobianco nella prefazione della sua biografia[7]: la grande conflagrazione mondiale…e il dopo guerra ancora più preoccupante, più assillante, più angoscioso che ci distrassero per attendere a la soluzioni di problemi di capitale importanza che assorbirono la nostra attività e richiesero spese enormi per far fronte a le crescenti quotidiane necessità di esistenza e di vita; un altro motivo fu negli anni 60’ lo sviluppo e la conseguente organizzazione della Congregazione e la ricostruzione dell’edificio di casa madre e la costruzione, in concomitanza, della casa di Roma. Costruzioni che richiesero un grande sforzo organizzativo ed economico per la Congregazione; il terremoto dell’Irpinia del 1980, con le tante difficoltà collegate alla ricostruzione, ritardò, ancora una volta, la possibilità concreta d’introduzione del Processo; la non conoscenza della legge canonica in tema di processi di Beatificazione e Canonizzazione e la difficoltà a reperire soggetti idonei che, con costanza, potessero aiutare a eseguire i dovuti passi procedurali, l’organizzazione dei documenti in possesso e le complesse ricerche archivistiche; la difficoltà di trovare le coperture finanziare delle spese necessarie per affrontare un processo canonico di Beatificazione e Canonizzazione; non ultimo, un male inteso senso di discrezione alimentato da un senso eccessivo d’umiltà.

Il ritardo d’introduzione del Processo canonico, se da una parte ha avuto il limite di non aver raccolto preziose informazioni di dettaglio sul primo periodo della vita della Serva di Dio, ha avuto dall’altra parte, il beneficio di effettuare in più riprese una ricerca storica sempre più ampia che ha contribuito a ricostruire, con maggiore precisione, la vita della Serva di Dio e di evidenziare la persistenza della sua fama di santità e di segni, a partire immediatamente da dopo la morte fino a oggi. Tra le sue figlie, le Suore dello Spirito Santo, mai si è dubitato della vita virtuosa della Serva di Dio Giuseppina Arcucci, che è stata sempre riferimento per la vita spirituale. Ancora di più, nello spirito del Concilio Vaticano II, hanno trovato la santa audacia a conoscere e mantenersi fedeli allo spirito e al dono della fondatrice.[8] Tra i tanti fedeli, di Ariano Irpino e di tanti luoghi, in Italia e all’estero, dove operano le sue figlie, resta fermo il desiderio di vedere riconosciuta dalla Chiesa la santità della Serva di Dio Giuseppina Arcucci.”

(Supplex Libellus, 21.01.2022, ff. 6; 8-11)

Inizio della Causa di beatificazione e canonizzazione

Dopo la consegna del Supplex Libellus da parte del nostro postulatore, padre Francesco M. Ricci, O. P., al vescovo di Ariano Irpino – Lacedonia, mons. Sergio Melillo, il 21 gennaio 2021, quest’ultimo ha proceduto con la consultazione dei suoi confratelli nell’episcopato della Conferenza Episcopale Campana, i quali hanno dato parere favorevole all’introduzione del Processo, in data 25 gennaio 2021. Ulteriore passo verso l’inizio della Causa è stato il nulla osta della Santa Sede (20 gennaio 2022), in seguito al quale mons. Sergio Melillo ha emanato, il successivo 2 febbraio, l’editto con il quale annunciava ai fedeli della Chiesa di Ariano Irpino – Lacedonia la sua intenzione di iniziare la Causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Giuseppina Arcucci, invitandoli a presentare alla Curia Vescovile tutte le notizie dalle quali si possono ricavare elementi favorevoli o contrari alla fama della Serva di Dio Giuseppina Arcucci, ed eventuali suoi scritti, qualora se ne avesse possesso.

La Causa di beatificazione e canonizzazione è stata aperta il 21 maggio 2022, ai I Vespri della VI Domenica di Pasqua, dal vescovo mons. Sergio Melillo. Durante la prima sessione pubblica, svoltasi nel medesimo giorno, si è proceduto al giuramento dei membri del Tribunale Ecclesiastico Diocesano, costituito per l’inchiesta diocesana sulle virtù, fama di santità e di segni della Serva di Dio Giuseppina Arcucci.

Tutti coloro che fossero in possesso di informazioni utili per l’inchiesta diocesana, oppure ricevessero grazie d’ordine spirituale o temporale per intercessione della Serva di Dio Giuseppina Arcucci sono pregati di darne avviso al Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Ariano Irpino – Lacedonia per la beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Giuseppina Arcucci, Piazza del Plebiscito, 13 – 83031 Ariano Irpino (AV).

 


[2] Mons. Dott. Capobianco Cav. Riccardo, Suor Giuseppina Arcucci fondatrice de l’Istituto “Suore dello Spirito Santo”, Miano, Napoli, 1949.

[3] Vita Nostra, n° 2 del 21 dicembre 1959.

[4] D. Giovanni Cittadini, Sul Tricolle d’Irpinia un incomparabile educatrice – Suor Giuseppina Arcucci, Macerata, 1959.

[5] Vita Nostra, anno II, nn. 6-7, giugno – luglio.

[6] Casa generalizia delle Suore dello Spirito Santo, Madre Giuseppina Arcucci torna in benedizione tra le sue figlie, Roma, 1976.

[7] Riccardo Capobianco, op. cit.

[8] Cfr. Perfectæ Caritatis, 2b