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Roma
In comunione… con la Parola!

di Suor Maria Agata Szymkowiak 

Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono.”

(Mt 2,11)

O Parola d’Amore 
dentro il pellegrinare quotidiano
mi rivesto
della Tua Luce!

Grazie per il Dono 
della Tua manifestazione,
della Tua benedizione
e della salvezza
offerta anche a noi,
dalle radici diverse
del popolo Tuo eletto.

Ci hai cercato
e ci hai trovato!
Ci inviti allo stesso
movimento d’amore
perché desideri essere cercato
e Ti lasci trovare
a quanti ti cercano
con il cuore puro.

O Parola d’Amore 
suscita meraviglia in me
quella parola casa
dove sono giunti
i Sapienti d’Oriente!
Contemplo in essa
la bellezza della famiglia!
Maria Ti accudisce maternamente,
adorandoTi fa splendere
la casa di Te.
Giuseppe si dà da fare
perché in casa
non mancasse il necessario e risplendesse umile la dignità umana.

O Verbo divino
davvero dove Tu
prendi dimora
ogni luogo inospitale
diventa casa
accogliente e luminosa
che vale più di mille palazzi e castelli.
Davvero solo dentro
la casa abitata
dalla Famiglia in pace
è possibile la comunione
che piace a Dio!

O Parola d’Amore 
ecco che
il mio cercare
il mio lasciarmi trovare
avviene dentro un pellegrinare davvero speciale:
Il Dio cercato e adorato dai Magi “ci invita a quel pellegrinaggio interiore che si chiama adorazione”.
(Benedetto XVI, GMG 20.08.2005)

O Betlemme 
Casa del Pane
adoro Chi ti abita!
“Dio da Dio,
Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre”;

O Spirito di Dio-con-noi
rivelarci il grande Mistero!
Facci testimoni di esso,
insegnaci e aiutaci a condividere con tutti
“la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.” (Ef 3,6)

Pensa come, mentre tu dormi io prego perché ti fiorisca la salute; quando so che è l’ora di levarti io dico al Signore: fate cominciare bene la giornata a quell’innocente creatura e poi tutto il dì trepido chissà non t’avessi a far male con qualche ago o spillo o forbici, e invoco dal tuo angelo custode la sua assistenza su te suoi tuoi bellissimi fratellini – Tu devi avere sempre parole sapienti e dolci per i cari genitori che lavorano lungo il giorno per te, devi circondarli di premure e carezze per alleviare la fatica e la stanchezza loro, devi essere la festa, e la fata della Casa tua hai capito piccola bella?

(Serva di Dio Giuseppina Arcucci, 06.01.1930)

Felicissima Solennità dell’Epifania dell’Amore di Dio!