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Roma
La Serva di Dio Giuseppina Arcucci e il terremoto del 13 gennaio 1915

La Serva di Dio Giuseppina Arcucci e il terremoto del 13 gennaio 1915

I soffitti si aprivano. In mezzo alla nebbia si vedevano i ragazzi che, senza dire una parola, si dirigevano verso le finestre. Tutto è durato venti secondi, al massimo trenta. Quando la nebbia di gesso si è dissipata c’era davanti a noi un mondo nuovo”.

(P. Guth (a cura di), Quand Silone raconte sa vie, in  “Le Figaro Littéraire”, cit in G. P. Di Nicola e A. Danese, Ignazio Silone: Percorsi di una coscienza inquieta, EFFATA’ EDITRICE, Cantalupa 2011, pp. 48 – 49).

Sono queste alcune delle parole rilasciate dallo scrittore pescinese Ignazio Silone in una intervista concessa il 29 gennaio 1955 a “Le Figaro Littéraire” che descrivono in maniera chiara il momento del terremoto che sconvolse la Marsica e il centro Italia la mattina del 13 gennaio 1915.

Questa calamità naturale fu tra le più drammatiche della storia d’Italia; in essa persero la vita oltre 30.000 persone e molti paesi furono completamente rasi al suolo. La macchina dei soccorsi si mise in moto tra le difficoltà dovute al territorio ed alla stagione invernale e non mancarono altresì forti polemiche circa la tempestività e la pianificazione delle operazioni di soccorso, per le quali venne impiegato anche l’esercito. Il re d’Italia, Vittorio Emanuele III, si recò in molte delle zone terremotate. Anche la Chiesa italiana diede il suo sostegno, difatti, diverse furono le diocesi che elargirono un contributo alle popolazioni colpite dal sisma.

San Luigi Guanella (foto: www.chiesadimilano.it)

A causa di questa immane tragedia molti bambini rimasero orfani e privi di parenti, di conseguenza molti di essi vennero accolti presso diversi collegi ed istituti religiosi, soprattutto a Roma. Chi si distinse in questa situazione furono San Luigi Orione e San Luigi Guanella, i quali si recarono nella Marsica con un’attenzione particolare proprio nei confronti degli orfani. Anche papa Benedetto XV si prodigò a favore delle popolazioni colpite, e per quanto concerne gli orfani incaricò il suo Segretario di Stato, card. Pietro Gasparri, tramite l’epistola “Sul nostro cuore”, della quale riportiamo uno stralcio, di procedere nella ricerca e sistemazione dei bambini rimasti privi dei propri genitori:

È perciò che, confidando nel soffio ed alacre zelo del quale Ella in pochi mesi Ci ha porto prove cospicue, e nutrendo fiducia che l’opera sua, nonché essere ostacolata, troverà da ogni parte favore, Noi abbiamo deliberato di conferire a Lei pieno mandato in ordine alla ricerca, alla cura ed alla educazione dei menzionati orfanelli, autorizzandola a prendere all’uopo tutti quei provvedimenti che saranno necessari”.

(Benedetto XV, Lettera Sul nostro Cuore (25 gennaio 1915))

San Luigi Orione, il vescovo dei Marsi mons. Pio Marcello Bagnoli e alcuni bambini

Madre Giuseppina Arcucci, da parte sua, non rimase indifferente di fronte a questa tragedia. Il cardinale Pietro Gasparri inviò alla diocesi di Ariano di Puglia (oggi Ariano Irpino – Lacedonia), rimasta priva del proprio pastore in seguito alla morte di mons. Andrea D’Agostino (13 febbraio 1913), una lettera scritta a nome del Santo Padre, nella quale si chiedeva di esortare gli istituti religiosi del posto ad accogliere alcuni orfani del terremoto. L’arcidiacono delegato della curia vescovile di Ariano di Puglia, Giovanni Carluccio, inoltrò questa richiesta alla nostra Fondatrice, la quale prontamente rispose in maniera favorevole:

malgrado le ristrettezze finanziarie e la scarsezza dei mezzi di sussistenza di questo istituto, mettiamo a disposizione del S. Padre tre posti per orfanelle (dai 6 a 12 anni)”.

(Giuseppina Ernestina Arcucci a Giovanni Carluccio, Ariano di Puglia 02 febbraio 1915)

Serva di Dio Giuseppina Arcucci

Bisogna tener presente che in quel tempo noi Suore dello Spirito Santo eravamo una semplice associazione, al momento non ancora riconosciuta neppure come congregazione di diritto diocesano, e la Pia Casa d’Istruzione e Lavoro di Ariano di Puglia, era da poco uscita indenne da alcune vertenze contro il Comune di Ariano di Puglia. A quanto appena scritto aggiungiamo, inoltre, che mons. Andrea D’Agostino, strenuo difensore della Pia Casa e della nostra associazione, era morto da quasi 2 anni e non mancavano, inoltre, difficoltà dal punto di vista economico.

Alla luce di ciò, tuttavia, possiamo trarre da questo piccolo gesto di carità compiuto dalla nostra Fondatrice alcuni insegnamenti, su come sia possibile compiere del bene anche tra tante difficoltà e con quello che abbiamo, e nel saper allargare i nostri orizzonti lì dove Dio ci chiama compiere il bene, proprio come fece Madre Giuseppina in quella tragica occasione, che fu una delle prime volte in cui ella estese l’impegno caritativo suo e delle sue “figlie” oltre i confini di Ariano di Puglia (dopo l’apertura di un asilo infantile a Faeto, in provincia di Foggia, nel 1912), verso una terra, l’Abruzzo, nella quale trascorse la sua infanzia, incarnando in questo modo pienamente il nostro carisma: l’urgenza della carità, ossia l’avere un cuore vigile, accorto e squisitamente materno verso tutte le povertà ed i bisogni del proprio tempo.

 

(In basso un’ampia galleria fotografica ed un video trasmesso nel corso del “Talk show di Enzo Coletta” con le immagine relative al dramma causato dal terremoto. Alcune delle fotografie sono state riprese dalla pagina Facebook “Centro Studi Ignazio Silone” e dalle raccolte album Facebook “Foto storiche Pescina terremoto e non solo…” di Franco Francesco Zazzara” e “1915 – 2015 – 100 anni dal terremoto della Marsica – Un album di cartoline d’epoca” di Paolo Giuliani)

Immagini di una catastrofe

Il terremoto di Avezzano